08 aprile, 2007

Al Nord studenti supertartassati


Bullismo, risse, professoresse che parlano di “dita nel culo” (frase riportata in un editoriale del Corriere) con gli alunni, portatori di handicap messi alla berlina: purtroppo anche questo è la nostra scuola.

E adesso balza agli onori della cronaca l'ennesima tragedia, un ragazzo che si suicida dopo oltre un anno di insulti da parte dei suoi compagni di classe, nata in un istituto tecnico di Torino. Forse è tutto enfatizzato dai media, forse tutto è reso immediato e tragico dall'uso delle nuove tecnologie, forse non siamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale, di certo quello che succede nelle nostre scuole merita un approfondimento. Da parte di tutti: professori, alunni, sindacati, forze sociali, associazioni. E la politica.

I legislatori, in primis, non possono tirarsi indietro alzando gli occhi per non vedere quanto succede nel nostro sistema scolastico. In Italia come in Padania. Compito di chi siede in Parlamento è fare le leggi. Almeno fino a quando la scuola, come da sempre chiediamo noi della Lega Nord, non divenga materia esclusiva delle Regioni. Questo sarebbe il primo passo da compiere perché solo quelle istituzioni che sono vicine alla gente possono risolvere con cognizione di causa i problemi che nascono sul territorio. Fino ad oggi, da Roma, dal Governo di sinistra, sono venute solo leggi inutili, pensando che vietare l'uso dei cellulari nelle classi possa essere risolutivo per lo sfacelo cui sta andando incontro la scuola pubblica.

Ma quello che più sconcerta di questo Esecutivo è il totale disinteresse verso le regioni del Nord. Sebbene il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e le altre realtà che compongono la Padania siano tra le regioni più ricche dell'intera Europa, ogni anno siamo costretti a mendicare soldi da Roma. Senza il federalismo fiscale, anche per acquistare un “cancellino” o un “gessetto” le nostre scuole devono chiedere l'autorizzazione al ministero. Con tutti i ritardi e le lungaggini che questo comporta.

Di fronte alle richieste che arrivano dal territorio, il Potere Romano risponde con arroganza, se non con aperto razzismo. L'ultimo vergognoso esempio ci è dato dalla Finanziaria 2007 con cui la maggioranza ha compiuto quella secessione scolastica che noi abbiamo sempre temuto: al Sud, secondo Fioroni e Mussi, ci sono ragazzi di serie A, al Nord di serie B. Questa discriminazione viene evidenziata, in tutta la sua scandalosa portata, dai finanziamenti che Roma ha deciso di distribuire sul territorio.

Per le scuole campane sono stati stanziati 184 milioni di euro, che corrispondono a 32,3 euro per studente. In Puglia arrivano 100 milioni di euro, pari a 24 euro per studente. Al Nord, invece, Roma riserva spiccioli, elemosina. Alla Lombardia vengono stanziati 43 milioni di euro, pari a 4,8 euro per studente. Al Veneto vengono elemosinati 31 milioni di euro, 6,80 euro per studente. Il Piemonte non può certo ridere con i suoi 40 milioni di euro, 9,60 euro per alunno.
Con quale altro termine definire questo atteggiamento se non con la parola razzismo? Eppure tutti, sottolineo tutti, quei soldi sono nostri, arrivano dalle nostre terre, dalle nostre regioni, dai nostri lavoratori. Sarà anche vero che Fioroni e Mussi sono più concentrati sulle loro beghe di partito e non hanno tempo da perdere con i problemi degli studenti padani, ma se è così si dimettano, subito.

Il 21 aprile il movimento studentesco della Lega Nord e il Movimento Giovani Padani saranno davanti ai cancelli di circa 500 scuole del Nord per informare i nostri ragazzi su quello che succede. Una settimana dopo, con il Movimento Universitario, replicheremo negli Atenei dove i numeri sono, se possibile, ancora più vergognosi. Ogni studente lombardo paga in tasse universitarie 1.770 euro all'anno, il veneto 1.053, l'emiliano 993. Al Sud i dati si capovolgono: l'universitario campano paga 478 euro, il calabrese 452 e il sardo 412.

Di fronte ai numeri, non alle semplici e soggettive opinioni, la mobilitazione è necessaria. Perché tutti sappiano che per Roma esistono gli studenti di serie A e di serie B. Perché per il governo la secessione è già stata fatta, con il Nord che lavora e paga e il Sud che riceve. Perché tutti sappiano che noi, esponenti della Lega Nord e giovani padani, saremo sempre dalla parte della nostra gente, contro Roma Ladrona.

Paolo GRIMOLDI

0 commenti: